ELEFANTI

 

Ci riavvicinammo

 

Come due opposti

 

Lembi di lenzuola.

 

 

 

Sentendoci eterni

 

Incrociammo

 

Dita

 

E labbra,

 

cosce

 

e braccia;

 

spasmodiche radici

 

ricercano

 

anfore e  terra

 

calda.

 

 

 

Cosmogonico sorriso

 

d’orgasmo.

 

 

 

Ma poi torna il tempo,

 

E la vita con il suo pendolo

 

accetta ceppi e i rami.

 

Cadono

 

Mentre ci guardiamo negli occhi.

 

 

 

 

 

BABELE

Edem

Adamo,

dalla Somalia,

non da Dio

ma dall’uomo,

sei stato cacciato.

Non è solo per la torre di Babele

che ci sentiamo incompresi.

 

Trampoliere

SE FOSSI UN RAGNO,

TI INCAGLIERESTI NELLA MIA TELA

NON PER LA ROBUSTEZZA DEL FILO

NE’ PER I MERAVIGLIOSI ARAZZI

CHE PER TE IMBASTIREI.

MA PER LE MIE OTTO,

SECCHE, ZAMPE DI LEGNO

RAMOSCELLI VERDI

FRAGILI.

OGNI GIORNO OSCILLANO AL VENTO

CON LO STESSO EQUILIBRIO DI UN PESSIMO TRAMPOLIERE,

 NON IMPORTA

CONTINUO A CAMMINARE.

Natale

Tu non sai,

ti vedo

e l’anima mia

è ostaggio delle ombre.

Il mio cuore

pomo dolorante

smarrito

nella fitta selva

di capillari

e vene e rami di costole.

Non mi resta che strapparlo

e darlo in pasto ai cani.

Segreti

Conchiglia

dove riposare

il mio cuore

chiuditi,

risparmiami la marea.

 

Vorrei intrecciare

le nostre ossa

come le mani nostre.

Le mie costole

vicine

al cuore tuo.

 

Ci amiamo

perché non possiamo amarci,

sacra maledizione del mondo.

Tesoro

nascosto nel forziere.

 

 

L’ipocrisia dell’uomo e il suo bisogno di carne (esperimenti in rima)

Laura, non sempre i capei d’oro

 dall’aura son sparsi,

mossi son  dalle mani del toro

che sul tuo corpo sta per avventarsi.

Non sorprenderti, è molto stressato

Tutta  settimana ha lavorato,

Solo alla moglie concede parole d’amore,

dalla consorte pretende assoluto rigore!

Deve vestire secondo morale,

Pulire, lavare e soprattutto stirare

Educare la prole senza alcun timore

Ovviamente pregare tutti i giorni il signore

ma soprattutto al suo uomo non domandare,

cosa fa con quella stessa bocca il sabato sera,

Quando con la macchina prende la mulattiera.

DELIRIO

SCENDO ALL’INFERNO

TAMBURO DI BATTAGLIA NEL PETTO

PLUMBEA ANGOSCIA

PLUMBEA ANGOSCIA

VOLTI SCONOSCIUTI

MI GUARDANO

COME GUARDO ME.

 

ORA CHIUDO GLI OCCHI

NON VOGLIO PIU’ SENTIRE

EQUILIBRIO

E’ COME QUELLE BILANCE ANTICHE

DAI BRACCI ARGENTATI

DIABOLICO GIOCO

DI PESI

E DI FORZE.

SPESSO MI TROVO

UN MACIGNO

SULL’ANIMA

E LENTAMENTE

PIUMA

SU PIUMA

CERCO DI RISTABILIRE L’EQUILIBRIO

COME MI MANCA LA LEGGEREZZA!

L’UMANITA’ ACCANTO A ME

HO VISTO L’UOMO

NELLE TUE MANI ESILI

FRAGILI

RAGNATELA DI GRAFFI

PER L’ABISSO DELLE DROGHE

PER L’ INANITA’ DELLE MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE

 DELLA NOSTRA CIVILTA’.

L’HO SENTITO, CERCAVA DI AVVICINARSI A DIO,

RECITANDO UN’ATAVICA PREGHIERA ORIENTALE

DI CUI NON SERVE CONOSCERE IL SIGNIFICATO

 

HO VISTO L’UOMO

NEI TUOI OCCHI ALGIDI,

INCASTONATI NEL TUO VISO ESANGUE

SMARRITI

FRA LA FRENETICA MAREA

DEI PENDOLARI MILANESI.

HO AVUTO PAURA ALL’INIZIO

POI HO VISTO NEL TUO IRIDE OPACO

LA SOFFERENZA ETERNA

DELL’ ANTICA LOTTA TRA IL BENE E IL MALE

 

L’INTERA UMANITA’

SI E’ MOSTRATA NUDA E INDIFESA

QUANDO HAI SENTITO IL BISOGNO

DI CHIEDERE A ME ,

SCONOSCIUTA

 DI AIUTARTI A PRENDERE LA PIU’DIFFICILE DELLE DECISIONI.

COSI’ IL TUO UNIVERSO MAGNETICO SI E’ DONATO  AL MIO

 

E QUEL TRENO CHE ARRIVA SEMPRE IN RITARDO

E’ STATO PER TE EPIFANIA  DI UN NUOVO INIZIO.

SPERO CHE LA TERRA TI SIA ORA PIU’ LIEVE

FRATELLO